Chiunque abbia la passione per il retrogaming prima o poi sogna di avere un cabinato arcade con Batocera. Nel mio caso la fortuna ha voluto che ne trovassi uno, ma c’era un piccolo problema: la scheda madre originale era completamente guasta e il cabinato non dava alcun segno di vita.
Prima di considerarlo un semplice pezzo da smaltire, ho deciso di verificare attentamente il resto dell’hardware. Con mia sorpresa, tutta la parte arcade era ancora perfettamente funzionante. L’illuminazione era operativa, i joystick rispondevano correttamente e tutti i pulsanti erano ancora in ottimo stato. In pratica era morta soltanto la parte informatica.
A quel punto la scelta era semplice: sostituire il vecchio hardware con un normale PC e utilizzare un sistema operativo dedicato esclusivamente al retrogaming.
In questo articolo:
- Perché ho scelto Batocera
- L’hardware utilizzato
- Installazione di Batocera
- Configurare il MINI-PAC nelle versioni più recenti
- Un piccolo problema con la scheda video
- Gestione da rete
- Considerazioni finali
Perché ho scelto Batocera
Dopo aver valutato diverse soluzioni, la mia scelta è ricaduta su Batocera (https://batocera.org).
Per chi non la conoscesse, Batocera è una distribuzione Linux progettata specificatamente per il retrogaming. A differenza delle classiche distribuzioni desktop, non nasce per essere utilizzata come sistema operativo generico ma come una vera e propria piattaforma dedicata all’emulazione.
Dal punto di vista tecnico è basata su Buildroot, una soluzione che permette di creare sistemi Linux estremamente leggeri e ottimizzati per uno scopo preciso. Il risultato è un sistema rapido all’avvio, semplice da configurare e soprattutto utilizzabile quasi completamente tramite joypad o controlli arcade.
Uno degli aspetti che più apprezzo di Batocera è il supporto ad una quantità impressionante di piattaforme. Oltre ai classici arcade MAME e Neo Geo, permette di emulare sistemi come Atari, Commodore, Sega Master System, Mega Drive, Nintendo Entertainment System, Super Nintendo, Game Boy, Game Boy Advance, PlayStation, PSP, GameCube e molti altri.
Per un progetto di recupero come questo rappresentava la scelta ideale.
L’hardware utilizzato
Per il nuovo cuore del cabinato ho utilizzato un vecchio PC che avevo già disponibile.
La configurazione è composta da un processore Intel Core i3-4160 da 3,6 GHz, affiancato da 4 GB di RAM e da un hard disk da 500 GB. Potrebbe sembrare una capacità esagerata considerando che molti giochi retrò occupano pochi megabyte, ma chi utilizza sistemi come Batocera sa bene che tra ROM, copertine, screenshot, video anteprima e materiale aggiuntivo lo spazio disponibile non è mai troppo.
Come schermo ho utilizzato una TV HD widescreen da 20 pollici, più che sufficiente per il tipo di utilizzo previsto.
Per collegare joystick e pulsanti originali ho invece sfruttato un Ultimarc MINI-PAC, un encoder USB molto diffuso nel mondo arcade. Questo dispositivo converte le pressioni dei pulsanti e dei joystick in normali tasti tastiera, permettendo al sistema operativo di riconoscere facilmente tutti i comandi.

Installazione di Batocera
Una delle particolarità di Batocera è il metodo di installazione.
Chi è abituato alle normali distribuzioni Linux probabilmente si aspetterà un installer grafico, ma in realtà il procedimento è molto più simile a quello utilizzato sui Raspberry Pi.
Dal sito ufficiale è necessario scaricare l’immagine del sistema nel formato .img.gz. Non occorre decomprimerla: è sufficiente utilizzare un software come Balena Etcher e scriverla direttamente sul dispositivo di destinazione.
Nel mio caso ho scelto di installarla direttamente sul disco del cabinato, ma la stessa procedura può essere eseguita senza problemi anche su SSD, hard disk esterni o semplici chiavette USB.
Una volta completata la scrittura dell’immagine è sufficiente avviare il computer dal nuovo supporto. Al primo avvio Batocera completa automaticamente la configurazione iniziale e dopo pochi minuti il sistema è già pronto all’utilizzo.
Configurare il MINI-PAC nelle versioni più recenti
Qui ho incontrato una situazione che potrebbe essere utile conoscere prima di iniziare.
L’Ultimarc MINI-PAC nasce per emulare una tastiera USB e storicamente questo approccio ha sempre funzionato molto bene. Tuttavia negli ultimi anni il supporto ai controller di tipo joypad è diventato lo standard praticamente ovunque, compresa l’interfaccia di Batocera.
Per questo motivo ho deciso di utilizzare nel cabinato arcade con Batocera: KeyboardToPad.
Questo software permette di convertire le pressioni dei tasti generate dal MINI-PAC in un vero controller virtuale. Una volta effettuata la conversione, Batocera riconosce immediatamente i controlli come se fossero un normale joypad e la configurazione diventa estremamente semplice.
La cosa interessante è che il sistema supporta senza problemi anche due giocatori contemporaneamente, caratteristica particolarmente utile in un cabinato arcade.
Dopo aver convertito gli input e completato la mappatura direttamente dall’interfaccia di Batocera, tutti i controlli hanno iniziato a funzionare correttamente senza ulteriori modifiche.
Un piccolo problema con la scheda video
Fortunatamente il progetto è filato liscio quasi dall’inizio alla fine.
L’unico inconveniente riscontrato riguardava la scheda video dedicata installata inizialmente nel sistema, che non risultava compatibile con la versione di Batocera utilizzata.
Invece di perdere tempo cercando driver o soluzioni alternative, ho semplicemente collegato il monitor all’uscita video integrata della scheda madre.
Considerando che il cabinato è destinato principalmente a giochi MAME, Neo Geo e Game Boy Advance, la grafica integrata del processore Intel si è dimostrata più che sufficiente. Le prestazioni sono ottime e non ho riscontrato alcun limite pratico durante l’utilizzo.
Gestione da rete
Una caratteristica che ho apprezzato particolarmente di questo cabinato arcade con Batocera è la possibilità di gestire quasi tutto da remoto.
Una volta collegata alla rete locale, Batocera mette a disposizione l’accesso SSH e le condivisioni di rete, permettendo di copiare ROM, aggiornare configurazioni e svolgere attività di manutenzione senza dover collegare mouse e tastiera al cabinato.
Le credenziali predefinite sono molto semplici:
Utente: root
Password: linux
Naturalmente consiglio di modificare la password dopo il primo accesso.
Questo approccio rende la gestione quotidiana estremamente comoda, soprattutto quando il cabinato si trova in una stanza diversa rispetto al computer principale.
Considerazioni finali
A progetto concluso posso dire che il recupero è andato oltre le aspettative.
Con una spesa praticamente nulla sono riuscito a riportare in vita un cabinato arcade con Batocera che altrimenti sarebbe probabilmente finito in discarica. Tutta la parte arcade originale è stata preservata, mentre la sostituzione della vecchia elettronica con un comune PC e Batocera ha permesso di ottenere un sistema moderno, stabile e semplice da utilizzare.
Se avete un vecchio cabinato inutilizzato, oppure un PC che prende polvere in qualche angolo della casa, Batocera rappresenta probabilmente uno dei modi più semplici ed efficaci per trasformarlo in una postazione retrogaming capace di regalare ancora molte ore di divertimento.